Grecia 2014
Data inserimento: 01/04/2014
Una settimana gloriosa visitando le isole Ionie

Una gloriosa settimana visitando le isole Ionie

Ricordo ancora come mi sentivo geloso quando all’età di 15 anni, il mio migliore amico mi raccontò che la sua famiglia aveva trascorso la loro vacanze estiva in barca a vela intorno alle isole greche.

Con l’amore per il mare aperto instillato in me in tenera età da mio padre, un appassionato marinaio in gioventù, mi chiedevo se un giorno avrei mai avuto la possibilità di fare un viaggio simile intorno alle splendide isole della Grecia.

Trent'anni dopo, quest’ occasione si è presentata alla mia porta ed esattamente nell’ottobre 2013. Una settimana trascorsa con la mia famiglia intorno alle Isole Ionie su una imbarcazione a vela di 40 piedi. Un viaggio per il quale è valsa sicuramente la pena di aspettare.

Come una piccola società a conduzione familiare, guidata da due appassionati di vela, me Andrea e mia moglie Barbara, velisti non proprio esperti, ma che hanno dato la possibilità di godere di una vacanza a vela rilassante all’intera famiglia e agli amici con la stessa passione.

Due ore dopo lo sbarco a Corfù, io ei miei tre bambini erano eccitati esplorando “Lela”, la nostra barca, un Beneteau 40 che ha per noi le dimensioni ideali, con un salone open space e tre cabine doppie.

Il nostro yacht non è nuovissimo ed altri di più recente costruzione, possono beneficiare 0di alcuni extra moderni, come l’avvolgi randa per rendere la gestione della barca più semplice. Il nostro Beneteau ha però il doppio timone a ruota, il pilota automatico e un salpa ancora elettrico che hanno facilitato e accelerato molto tutte le manovre.

Ho veleggiato spesso, ma non ritenevo di possedere né il know-how, né l’esperienza necessaria per navigare e capitanare una barca da solo. Così George, un ragazzo americano neo laureato in ingegneria, esperto skipper, si unisce a noi per la settimana e ci siamo subito resi conto che non avremmo avuto un comandante, più paziente a e capace a bordo.

Prima di prendere il largo, abbiamo deciso di fare un briefing assieme allo skipper, scegliere l’area di navigazione e parlare dei potenziali pericoli, come secche o scogli nascosti. Abbiamo anche cercato informazioni pratiche su cosa vedere, dove mangiare e comprare cibo.

La prima mattina, a Corfù, George ci ha guidato per una visita approfondita della nostra barca, ci ha mostrato e spiegato l’utilizzo di cime e sartie, come utilizzare il motore, la radio di bordo. Dopo la colazione abbiamo lasciato Gouvia per il piccolo porto di Petrides, sulla punta più a sud di Corfù.


Come una piccola società a conduzione familiare, guidata da due appassionati di vela, me Andrea e mia moglie Barbara, velisti non proprio esperti, ma che hanno dato la possibilità di godere di una vacanza a vela rilassante all’intera famiglia e agli amici con la stessa passione.

Due ore dopo lo sbarco a Corfù, io ei miei tre bambini erano eccitati esplorando “Lela”, la nostra barca, un Beneteau 40 che ha per noi le dimensioni ideali, con un salone open space e tre cabine doppie.

Il nostro yacht a vela non è nuovissimo ed altri di più recente costruzione, possono beneficiare di alcuni extra moderni, come l’avvolgi randa per rendere la gestione della barca più semplice. Il nostro Beneteau ha però il doppio timone a ruota, il pilota automatico e un salpa ancora elettrico che hanno facilitato e accelerato molto tutte le manovre.

Ho veleggiato spesso, ma non ritenevo di possedere né il know-how, né l’esperienza necessaria per navigare e capitanare una barca da solo. Così George, un ragazzo americano neo laureato in ingegneria, esperto skipper, si unisce a noi per la settimana e ci siamo subito resi conto che non avremmo avuto un comandante, più paziente a e capace a bordo.

Prima di prendere il largo, abbiamo deciso di fare un briefing assieme allo skipper, scegliere l’area di navigazione e parlare dei potenziali pericoli, come secche o scogli nascosti. Abbiamo anche cercato informazioni pratiche su cosa vedere, dove mangiare e comprare cibo.

La prima mattina, a Corfù, George ci ha guidato per una visita approfondita della nostra barca, ci ha mostrato e spiegato l’utilizzo di cime e sartie, come utilizzare il motore, la radio di bordo. Dopo la colazione abbiamo lasciato Gouvia per il piccolo porto di Petrides, sulla punta più a sud di Corfù.



La bellezza mozzafiato della baia color smeraldo di Antipaxos, dove abbiamo ormeggiato per gran parte del giorno seguente, è stata una delle esperienze più belle dell’intero viaggio. La parola paradiso viene spesso utilizzata da coloro che descrivono questa cala, con la sua spiaggia di sabbia bianca, le acque turchesi, gli schiamazzi gioiosi dei subacquei, le rilassanti nuotate e le perlustrazioni di ogni anfratto.

Quella notte abbiamo sperimentato la vera ospitalità greca, infatti dopo un ottimo, ma alquanto costoso pasto, il proprietario della trattoria ha portato una bottiglia di Raki per gli adulti e la serata è proseguita all’insegna di una spettacolare danza greca per il divertimento di grandi e piccoli.

Solo la mattina successiva, svegliandomi con un gran mal di testa, George mi dice che il Raki di casa Dukas, che egli stesso fa nel retro di casa sua, ha una gradazione alcolica di 60°.

Dopo una notte in Mourtos, sulla Grecia continentale, ci siamo diretti vicino alla Città Vecchia di Corfù, che è un patrimonio mondiale dell'UNESCO ed un labirinto di belle e caratteristiche strade acciottolate.



La Regata segna la fine della stagione di vela nelle isole ioniche ed è un evento divertente che coinvolge molte tipologie di barche. Per sfortuna il vento aveva deciso di calare completamente e noi, come le barche partecipanti alla regata, galleggiavamo senza meta sulla gora risultante, ridendo degli improperi e degli insulti al vento dei regatanti che ascoltavamo nella radio di bordo.

Era veramente triste tornare al porto di Atene da cui eravamo partiti sette giorni prima, anche se a tutti sembrava di essere stati per mare molto più di una settimana.

E 'stata un'esperienza incredibile per tutti noi e penso che il mio entusiasmo per la vita in mare, abbia contagiato i miei figli.

“Possiamo andare a vela in Grecia di nuovo”? Mi chiedono regolarmente tutti e tre i miei figli. Rientrati in Italia, ho subito pensato: “mio padre sarebbe stato orgoglioso”!


A. C.